…La madre, 25 anni, disturbi psichiatrici, con tre aborti alle spalle, ha fatto uso di droghe (e forse alcol) in gravidanza.
Ha subito diversi TSO e ricoveri in strutture di diagnosi e cura assumendo farmaci (non so quali), per cercare di riequilibrarla.
Ha vissuto una gravidanza dissociata, non tanto consapevole…

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Prof. Mauro Ceccanti

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13 Luglio 2020

Gentile prof. Ceccanti vorrei un suo parere su questa situazione che stiamo vivendo da genitori affidatari, potenziali genitori adottivi (il tribunale dei minori ci ha chiesto se siamo disposti ad adottare il bambino).

L. nasce un anno fa, con parto oltre il termine di 20 giorni senza segni di crisi di astinenza (ma la madre era ricoverata da un mese ormai e probabilmente in questo periodo non ha assunto sostanze) con un peso di 3.9 kg.
La madre, 25 anni, disturbi psichiatrici, con tre aborti alle spalle, ha fatto uso di droghe (e forse alcol) in gravidanza.
Ha subito diversi TSO e ricoveri in strutture di diagnosi e cura assumendo farmaci (non so quali), per cercare di riequilibrarla.
Ha vissuto una gravidanza dissociata, non tanto consapevole.
Del padre non conosciamo niente, la madre non ricorda nemmeno il nome.

L. cresce bene. Al 7 mese però ha un episodio parossistico, in cui presenta qualche spasmo, qualche tremore rivoltando gli occhi in alto con strabismo.
Da quel momento siamo in un percorso diagnostico che stiamo ultimando (visita neuropsichiatrica, elettroencefalogramma, analisi sangue, elettrocardiogramma, elettroencefalogramma nel sonno e visita neuropsichiatrica a chiusura che avremo martedì prossimo).

Solo ieri nell’elettroencefalogramma nel sonno la dottoressa mi ha parlato di aver visto nel tracciato particolarità che solitamente riscontra in bambini con convulsioni da febbre.
Non so bene cosa comporti, me ne parlerà meglio martedì.

La mia preoccupazione riguarda alcuni suoi ritardi.
Il riflesso a paracadute l’ha sviluppato al 10° mese.
Ha iniziato a gattonare a 10 mesi (c’è da tenere conto che è un bimbone molto alto e “massiccio” quindi forse le sue difficoltà nel gattonare potevano essere dovute a questo).
Dice solo “mamma” ma pochissimo. Usa ancora molto il pianto e le urla per attirare l’attenzione e ha spesso atteggiamenti di stizza e scatti di irrequietezza.
Ora che ha un anno ancora non saluta con la manina, non applaude, non indica oggetti, non imita alcun nostro comportamento, non cerca autonomia nel mangiare (devo essere io a prendergli le mani e metterle in posizione affinchè possa sorreggere il biberon), non sempre si gira se lo chiamiamo.
Praticamente l’interazione con noi è minima eccetto che con l’altro bimbo che abbiamo in affido con il quale sta volentieri, gattona velocemente correndogli dietro, urla di gioia manipolando giochi.

Mi chiedevo se per la sua esperienza c’è qualcosa nel mio racconto che possa portarla a mettermi in guardia da qualcosa o se possa darmi consigli per aiutarlo ad esprimere meglio le sue competenze rapportate alla sua età?

La ringrazio anticipatamente per il suo parere, seguo sempre Claudio e voi tutti e vi ringrazio per aiutare tante mamme spaesate.

RISPOSTA

Per quanto riguarda i quesiti posti, debbo dire che il suo caso è piuttosto problematico: proverò, pertanto, a darle una risposta spero comprensibile. Diciamo che sul comportamento del bambino non appaiono gravi problemi nel senso che alcuni maturano prima, altri hanno bisogno di maggior tempo. Il peso alla nascita (3,9 kg) mi farebbe escludere la FASD e, piuttosto, verificherei con una curva da carico di glucosio una possibile predisposizione al diabete della madre biologica. Ci sono, però, nel racconto alcuni elementi da evidenziare.
1. Madre biologica: consumo di droghe (forse anche alcol) e farmaci di tipo psichiatrico. Non avendo altre notizie è chiaro che non si possono esprimere giudizi definitivi. Possiamo solo evidenziare che la madre biologica ha problemi psichiatrici e che durante la gravidanza ha assunto (forse, non conosciamo cosa) sostanze potenzialmente tossiche che potrebbero aver prodotto dei danni a livello cerebrale. A due anni il bambino dovrà essere rivalutato per controllare lo sviluppo neurologico. Per i problemi psichiatrici della madre, è possibile che un ambiente di vita sereno possa correggere le disfunzioni eventualmente ereditate.
2. Bambino: penso che la sintomatologia a sette mesi e l’osservazione di “qualcosa” nell’EEG faccia pensare a un focolaio neuronale “iperattivo” le cui cause andranno maggiormente studiate.
Spero che sia stato chiaro e mi scuso nuovamente per il ritardo.
Cari saluti

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