…L’ISS afferma che il carattere sociale della FASD è riconducibile al diffuso consenso dei modelli di consumo di alcol e una percezione ridotta, nella popolazione e negli operatori della salute, dei danni che può comportare l’esposizione del feto.
L’Assistente Sanitario ha un ruolo strategico nella prevenzione della FASD e la scuola può farsi promotrice di comportamenti salutari.
Investire sui giovani costituisce uno dei migliori impegni che un paese può assumersi per sviluppare la sua economia e ridurre le disuguaglianze di salute…

AUTORE

Mariella Lombardo

CATEGORIA

In Evidenza, Tesi, FASD

POSTATO IL

22 Novembre 2021

SOCIAL

Mariella Lombardo

L’oggetto della mia tesi nasce da una riflessione maturata durante il percorso di studi intrapreso per conseguire la laurea in Assistenza Sanitaria. Per motivi professionali, mi occupo di riabilitazione Neuro Psicomotoria dell’Età Evolutiva e quotidianamente presto la mia opera a favore di minori affetti da diverse patologie e che necessitano di una presa in carico Neuro Psicomotoria.

Durante il triennio universitario ho affrontato con entusiasmo le tematiche circa la promozione della salute dell’aria materno-infantile e ho focalizzato il mio interesse, su un determinante di salute del bambino tra 0 e 2 anni: l’astensione dall’alcol in gravidanza per proteggerlo dallo Spettro dei Disturbi Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, FASD), la cui manifestazione più grave è la Sindrome Feto Alcolica (FAS).

Grazie alla mia relatrice, la Prof.ssa Donatella Belotti, Assistente Sanitario e docente all’Università degli studi di Palermo, sono stata spinta ad avere un occhio diverso sul problema della FASD, affrontandolo all’interno della PROMOZIONE DELLA SALUTE.

Attualmente a livello scientifico non è ancora stata individuata una quantità di alcol sicura che possa essere consumata in gravidanza, per poter affermare che non vi siano effetti negativi, quindi per un principio di precauzione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia “zero alcol” in gravidanza.

Dall’inizio del 2020, la pandemia da Sars-CoV-2, ha cambiato in tutto il mondo il modo di vivere, le abitudini, gli stili di vita. Il lockdown ha aumentato la quantità di tempo trascorso in casa con una pressione psicologica conseguente alla necessità di far fronte a difficoltà relazionali, economiche e sociali mai sperimentate in precedenza. Ciò ha agito da volano per i fattori di rischio comportamentali legati all’uso di alcol, in forte incremento in tutto il mondo. Le attività di prevenzione sono state interrotte in quanto tutte le risorse sono state destinate a gestire la pandemia in Italia, in risposta, le percentuali di consumatori di alcol a rischio hanno subito visibili incrementi nella popolazione, in particolare sono aumentati i consumatori tra le minorenni, adolescenti, giovani donne, e donne adulte (Indicatori BES-Istat 2021).

Dall’indagine ISTAT aspetti della vita quotidiana del 2019 sul tipo di consumo a rischio nel consumo di bevande alcoliche (binge drinking e consumo abituale eccedentario) per genere e classe d’età 11-24 anni, osserviamo che per quanto riguarda il binge drinking, la % totale massima di 16% la ritroviamo nella fascia di età 18-24 anni, mentre per quanto riguarda il consumo abituale eccedentario la % massima totale di 40,8% la troviamo nella fascia 16-17. Dato che dovrebbe tendere allo zero. I dati epidemiologici sono strumenti indispensabili per la pianificazione e l’attuazione di strategie preventive che contrastino stili di vita non salutari.

Per valutare, nel nostro paese il reale consumo di alcol nelle donne in gravidanza o che desiderano avere un figlio e per prevenire le conseguenze di tale consumo l’ISS, ha avviato un progetto pilota (Prevenzione, Diagnosi Precoce e Trattamento di FASD 2019-2021) con l’obiettivo di:

1. Monitorare il consumo di alcol in gravidanza e l’esposizione fetale all’alcol attraverso la misurazione del biomarcatore EtG Etilglucuronide sui capelli della donna e sul meconio e capelli del neonato.
2. Avviare campagne di comunicazione a livello europeo, nazionale e regionale. La giornata mondiale della FASD è il 9 settembre.
3. Formare gli operatori sanitari attraverso formazione a distanza su piattaforma eduiss dell’ISS

Uno degli strumenti utilizzati all’interno del Percorso Nascita da parte dell’Assistente Sanitario nella prevenzione della FASD è l’Intervento Breve basato su strategie comunicative come il METODO DELLE 5A:

ASK: chiedere informazioni alla donna, coppia sul rapporto con l’alcol
ADVIDE: informare che non consumare alcol in gravidanza è l’unica scelta sicura
ASSESS, valutare il livello di rischio rispetto al consumo di alcol attraverso un test: AUDIT C compost da tre domande che indagano: la frequenza del consumo, la quantità e la pratica del binge drinking. Un punteggio uguale o superiore a 4 indica un consumo rischioso
ASSIST: si aiuta la donna a motivare la scelta di cessare il consumo di alcol
ARRANGE: si fissa un calendario di incontri e se è il caso si invia la donna ai servizi specialistici.

L’elemento strategico del piano nazionale della prevenzione 2020-2025 riguarda l’orientamento del sistema di prevenzione verso un approccio di promozione della salute trasversale a tutti i macro-obiettivi del piano.

In questo scenario, si amplifica la professione dell’A.S che si fonda sul valore della promozione della salute come processo che mette in grado le persone e le comunità di aumentare il controllo sulla propria salute e migliorarla. ES. promuovendo stili di vita salutari attraverso buone pratiche in diversi setting come la SCUOLA. Il PNP ha adottato come programma predefinito PP1 “Scuole che promuovono salute” rete europea dell’OMS.

Grazie alla collaborazione tra Ministero della Salute e Miur, si intraprende un percorso congiunto e continuativo. Le principali evidenze di letteratura hanno dimostrato la maggiore efficacia di UN APPROCCIO SCOLASTICO GLOBALE che affronta i singoli temi di salute come per esempio l’uso consapevole dell’alcol e la conoscenza della FASD attraverso buone pratiche calate nei processi EDUCATIVI-FORMATIVI. La scuola diviene ambiento favorevole alla salute in cui il contributo tecnico scientifico degli operatori come AA.SS rafforza l’empowerment di tutta la comunità scolastica.

La Promozione della Salute a Scuola è qualsiasi attività intrapresa per migliorare e/o proteggere la salute di ciascun individuo presente all’interno della comunità scolastica. L’approccio globale di promozione prevede di qualificare l’ambiente sociale, rafforzare la collaborazione comunitaria, migliorare l’ambiente strutturale e organizzativo e sviluppare competenze individuali.
Le evidenze ci dicono che studenti sani imparano in modo più efficace; mettendo in pratica abilità personali, sociali e corretti stili di vita, si migliora l’apprendimento scolastico.

Gli operatori sanitari (AA.SS) lavorano in sinergia con gli insegnanti su specifici temi di salute come l’uso consapevole dell’alcol e la conoscenza della FASD.

Le buone pratiche all’interno di scuole che promuovono salute sono la life skills education e la peer education, SONO DUE TEORIE DI RIFERIMENTO EFFICACI PER IL TARGET ADOLESCENZIALE CHE PROPONGONO DI CAMBIARE/MODIFICARE COMPORTAMENTI E CONDIZIONI A RISCHIO. LE EVIDENZE PIU’ POSITIVE SI RISCONTRANO NELL’AREA DEL CONSUMO DI SOSTANZE E ALCUNI RISULTATI DI SUCCESSO INCLUDONO UN RITARDO E/O UNA RIDUZIONE DELL’UTILIZZO.

Unplugged è un programma scolastico per la prevenzione dell’uso di sostanze (alcol) valutato nell’ambito dello studio EU-Dap (European drug Addiction Prevention trial) con approccio educativo-promozionale basato sulle life skills. Articolato in 12 unità da svolgere nell’anno scolastico e condotto dall’insegnante in classe formato e sostenuto da master trainer che spesso sono Assistenti Sanitari. La terza unità è dedicata all’uso consapevole dell’alcol in cui si impara che ci sono diversi fattori ambientali sociali e personali che influiscono sulla decisione di iniziare ad assumere alcol.

L’OMS identifica 10 life skills (consapevolezza del sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress, prendere decisioni, risolvere problemi, creatività, pensiero critico, comunicazione efficace, empatia e relazioni interpersonali) abilità, competenze personali utili per far fronte con efficacia alle difficoltà che si presentano nella vita quotidiana. Intervenendo sui valori, credenze, conoscenze, atteggiamenti, cultura, si potenziano le L.S modificando il comportamento a rischio e producendo un risultato di un intervento di promozione della salute.

La peer education (educazione tra i pari) trasforma gli studenti in agenti di cambiamento. Il peer educator è una persona formata che intraprende attività educative con persone sue pari, per età ed esperienze di vita simili.

L’assistente sanitario supporta tutti i membri della comunità scolastica.

La FASD è prevenibile al 100% con una gravidanza alcol free mentre le conseguenze della FASD permangono per tutta la vita implicando cure e costi sanitari.

L’ISS afferma che il carattere sociale della FASD è riconducibile al diffuso consenso dei modelli di consumo di alcol e una percezione ridotta, nella popolazione e negli operatori della salute, dei danni che può comportare l’esposizione del feto.

L’Assistente Sanitario ha un ruolo strategico nella prevenzione della FASD e la scuola può farsi promotrice di comportamenti salutari.
Investire sui giovani costituisce uno dei migliori impegni che un paese può assumersi per sviluppare la sua economia e ridurre le disuguaglianze di salute.

L’Associazione Italiana Disordini da Esposizione Fetale ad Alcol e/o Droghe (AIDEFAD – APS/ETS), con la sua collaborazione, è stata fondamentale per la realizzazione di questo lavoro. Ringrazio di cuore la Dott.ssa Stefania Bazzo, mia correlatrice e il presidente Claudio Diaz che sono stati presenti durante la stesura della tesi e mi hanno sostenuta.

Il mio auspicio è quello di lavorare nel campo della Prevenzione e della Promozione della Salute per diffondere messaggi di salute in particolare alle donne in gravidanza che accedono ai servizi sanitari e agli adolescenti a scuola.

La Carta di Ottawa sottolinea infine come la salute sia “costruita e vissuta in diversi ambiti della vita quotidiana: nei luoghi dove si studia, si lavora, si gioca, si ama” e come essa derivi “dalle cure dedicate a noi stessi e agli altri, dalle attitudini a prendere decisioni ed a controllare le proprie condizioni di vita, dalla sicurezza che la società offra a tutti i suoi componenti la possibilità di godere di un buon livello di salute”

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