…L’esposizione all’etanolo durante la gestazione è un fattore di stress precoce che altera profondamente la struttura e le funzioni del sistema nervoso embrionale, variando lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Tale disregolazione è ottenuta anche da meccanismi epigenetici che, alterando la struttura della cromatina, ridisegnano l’intero programma di espressione genica...

AUTORE

Claudio Diaz

CATEGORIA

Articoli Scientifici, In Evidenza, News

POSTATO IL

24 Ottobre 2020

L’alcol come fattore di stress nei primi anni di vita: implicazioni epigenetiche, metaboliche, neuroendocrine e neurocomportamentali

Alcohol as an early life stressor: Epigenetics, metabolic, neuroendocrine and neurobehavioral implications
Stefania Ciafrèa, Giampiero Ferraguti, Antonio Greco, Antonella Polimeni, Massimo Ralli, Flavio Maria Ceci, Mauro Ceccanti, Marco Fiore

https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2020.08.018

ABSTRACT

L’esposizione all’etanolo durante la gestazione è un fattore di stress precoce che altera profondamente la struttura e le funzioni del sistema nervoso embrionale, variando lo sviluppo cognitivo e comportamentale. Tale disregolazione è ottenuta anche da meccanismi epigenetici che, alterando la struttura della cromatina, ridisegnano l’intero programma di espressione genica. In parallelo, una risposta allo stress ossidativo a livello cellulare ed un aumento diffuso della risposta neuro-endocrina, regolata dall’asse HPA, esistono e persistono nell’età adulta. Questo quadro neuro-comportamentale corrisponde a quelli osservati in altre malattie psichiatriche come disturbi dell’umore, depressione, autismo. Gli eventi stressanti dei primi anni di vita, sebbene probabilmente innescati da meccanismi epigenetici specifici e diversi, danno luogo a fenotipi neuro-comportamentali largamente sovrapposti. Una diagnosi precoce dell’esposizione prenatale all’alcol, utilizzando marcatori affidabili di consumo alcolico, unitamente ad una più profonda comprensione dei meccanismi patologici, alcuni dei quali reversibili per loro natura, può offrire una “finestra” temporale di intervento. Integrare la dieta di una madre con sostanze protettive e antiossidanti oltre a terapie psicologiche di supporto può proteggere i neonati dal danno.

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