…Recentemente è iniziato il primo gruppo in Italia di supporto tra pari per adulti con DEFAD in modalità telematica.

Il Gruppo si incontra una volta alla settimana e si confronta in modo assolutamente orizzontale su quanto i suoi membri stanno vivendo in quel periodo, su come affrontare situazioni che mettono in difficoltà, condivide la gioia degli obbiettivi raggiunti e si rafforza attraverso lo scambio di esperienze. L’incontro settimanale serve anche ad affrontare e approfondire le caratteristiche dello Spettro dei Disordini Feto Alcolici e da Esposizione a Droghe e sviluppare possibili strategie per farvi fronte cercando sempre di focalizzarsi sui punti di forza. Serve inoltre a confrontarsi su quali possano essere le modalità migliori per far comprendere alla Società, al mondo del lavoro, alla famiglia cosa sia questa disabilità “invisibile” sviluppando l’autoconsapevolezza, l’assertività e la resilienza…

AUTORE

Claudio Diaz

CATEGORIA

In Evidenza, Associazione, Bacheca, News

POSTATO IL

16 Gennaio 2021

SOCIAL

Claudio Diaz

GRUPPO DI SUPPORTO TRA PARI PER ADULTI CON DEFAD

Recentemente è iniziato il primo gruppo in Italia di supporto tra pari per adulti con DEFAD in modalità telematica.

Il Gruppo si incontra una volta alla settimana e si confronta in modo assolutamente orizzontale su quanto i suoi membri stanno vivendo in quel periodo, su come affrontare situazioni che mettono in difficoltà, condivide la gioia degli obbiettivi raggiunti e si rafforza attraverso lo scambio di esperienze. L’incontro settimanale serve anche ad affrontare e approfondire le caratteristiche dello Spettro dei Disordini Feto Alcolici e da Esposizione a Droghe e sviluppare possibili strategie per farvi fronte cercando sempre di focalizzarsi sui punti di forza. Serve inoltre a confrontarsi su quali possano essere le modalità migliori per far comprendere alla Società, al mondo del lavoro, alla famiglia cosa sia questa disabilità “invisibile” sviluppando l’autoconsapevolezza, l’assertività e la resilienza.

“Un gruppo di sostegno, o gruppo di supporto, è un gruppo di persone che si forniscono reciprocamente vari tipi di aiuto, di solito non professionale e non materiale, per una particolare caratteristica condivisa, in genere un disagio psicologico, emotivo o comportamentale. In un gruppo di sostegno le persone che condividono gli stessi problemi si riuniscono per condividere strategie di coping, sentirsi più forti e avere un senso di comunità. L’aiuto può assumere la forma di fornire e valutare informazioni pertinenti, mettere in relazione esperienze personali, ascoltare e accettare le esperienze altrui, fornire comprensione empatica e stabilire reti sociali. Un gruppo di sostegno può anche lavorare per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dato.

Quale che sia la tipologia del gruppo, il sostegno tra pari gioca un ruolo determinante nei processi di gruppo in un gruppo di sostegno. L’efficacia del sostegno tra pari deriva da una varietà di processi psicosociali descritti da Karen Fortuna nel 2019: supporto sociale, conoscenza esperienziale, apprendimento sociale, confronto sociale, principio di helper therapy e autodeterminazione.

  • Il supporto sociale è l’esistenza di interazioni psicosociali positive con gli altri con i quali vi è fiducia e preoccupazione reciproche. Le relazioni positive contribuiscono all’adeguamento positivo e alla creazione di un “cuscinetto” contro lo stress e le avversità offrendo (a) supporto emotivo (stima, attaccamento e rassicurazione), (b) supporto strumentale (beni e servizi materiali), (c) compagnia e (d) supporto informativo (consulenza, orientamento e feedback).
  • Le conoscenze esperienziali sono informazioni e prospettive specializzate che le persone ottengono vivendo una particolare esperienza come l’abuso di sostanze, una disabilità fisica, una malattia fisica o mentale cronica, un evento traumatico, un disastro naturale, la violenza domestica o un crimine violento, l’abuso sessuale o la detenzione. La conoscenza esperienziale tende ad essere unica e pragmatica e, quando condivisa, contribuisce alla risoluzione dei problemi e al miglioramento della qualità della vita.
  • La teoria dell’apprendimento sociale postula che i pari, poiché hanno subito e sono sopravvissuti a esperienze rilevanti, sono modelli di ruolo più credibili per gli altri. Le interazioni con i pari che stanno affrontando con successo le stesse esperienze o malattie hanno maggiori probabilità di provocare cambiamenti positivi nel comportamento.
  • Il confronto sociale significa che gli individui si sentono più a loro agio nell’interagire con gli altri che condividono caratteristiche comuni con sé stessi, come una malattia psichiatrica, al fine di stabilire un senso di normalità. Interagendo con gli altri che sono percepiti come migliori, alle persone viene dato un senso di ottimismo e qualcosa a cui aspirare.
  • Il principio della helper therapy propone che ci siano quattro benefici significativi per coloro che forniscono sostegno tra pari: (a) un maggiore senso di competenza interpersonale come risultato dell’avere un impatto sulla vita di un’altra persona; (b) lo sviluppo di un senso di uguaglianza nel dare e ricevere tra se stesso e gli altri; (c) colui che aiuta acquisisce nuove conoscenze di rilievo personale mentre aiuta; e (d) colui che aiuta riceve l’approvazione sociale dalla persona che aiuta e dagli altri.
  • L’autodeterminazione significa che gli individui hanno il diritto di determinare il proprio futuro: le persone hanno maggiori probabilità di agire sulle proprie decisioni piuttosto che sulle decisioni prese da altri per loro.” da Wikipedia

Chi fosse interessato a maggiori informazioni o a partecipare può scrivere a info@aidefad.it. Verrà fissato un appuntamento telefonico per valutare se la situazione consenta l’inserimento nel gruppo. La presenza di importanti problematiche di salute mentale e/o di dipendenze richiedono il supporto di un professionista sanitario. In caso però di situazione compensata la partecipazione al gruppo è possibile, fermo restando che si tratta di un gruppo tra pari che non può e non vuole sostituirsi all’intervento medico e terapeutico, ma affiancarvisi e, auspicabilmente, contribuire al percorso di Cura.

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